Intervista di SportOutdoor 24 del 5 novembre 2015

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Intervista di SportOutdoor 24 del 5 novembre 2015

Non tutti i ciclisti hanno bisogno di due ruote. A Denis Meluzzi, riminese ventisettenne, per esempio ne serve solo una. Già atleta versatile specializzato
in mountain bike, triathlon e maratona, da quando l’ha travolto la passione per il monociclo, Denis ce l’ha messa tutta per diventare un mago della ruota
singola. Allenamenti interminabili, tanta costanza e una sfilza di imprese titaniche sono stati il suo pane quotidiano per un anno, culminato nella 24 ore in
sella a cui ha partecipato tra il 19 e il 20 settembre a Bellaria.
L’abbiamo intervistato per scoprire cosa ci vuole per iniziare questa disciplina. E per farci raccontare le sue esperienze più estreme.

Quando hai iniziato ad appassionarti al monociclo?

La mia passione per il monociclo, in realtà è molto recente, risale alla primavera del 2014. Avevo provato quasi per caso e mi sono subito incuriosito. Ma
imparare non è stato facile: ci sono volute settimane di prove prima di riuscire a rimanere in sella per qualche chilometro. L’inizio è stato costellato di momenti di sconforto, ma alla fine arrivare a pedalare con una certa sicurezza è stata una conquista impagabile.

Quali sono le caratteristiche necessarie per diventare un campione di questa disciplina?

Io dico sempre che per diventare campioni bisogna prima di tutto essere capaci di divertirsi senza pretendere subito di vedere i risultati del nostro sforzo.
Secondariamente, le qualità chiave sono la costanza e la pazienza, da sviluppare esercitando la mente prima del fisico. Terzo, ma non meno importante, serve avere un corpo resistente e ben allenato.
Qual stata l’impresa più epica che hai portato a termine in sella al tuo monociclo?
Non ho dubbi: la BIM 24ore MTB, una ventiquattrore sui pedali organizzata a Bellaria Igea Marina a cui ho partecipato il 1920
settembre scorso insieme a
180 mountain bike. Ho pedalato per 210 chilometri affrontando 1880 metri di dislivello in 15 ore (ma ho dovuto riposarmi per altre sette). Un altro giro impegnativo è stato quello da Rimini al Passo Viamaggio: 148 chilometri percorsi con 2200 metri di dislivello.

Quali sono state le difficoltà principali che hai affrontato durante la 24 ore?

Sicuramente il fatto che durante il percorso sono dovuto scendere e risalire sul monociclo circa 130 volte. Dato che l’altezza della sella da terra è di 1,15 metri, il movimento ripetuto così tante volte mi ha provocato un’infiammazione dolorosa alla coscia sinistra. Il freddo e la polvere che si sollevava dallo sterrato non hanno aiutato.

E i momenti più emozionanti?

Quando i partecipanti in mountain bike mi superavano complimentandosi con me per la mia forza d’animo e di fisico. E quando sono arrivato alla fine, stremato ma fiero di ciò che ero riuscito a portare a termine.
Descrivici il tuo allenamento tipo.
Mi alleno quotidianamente e ogni giorno con uno sport diverso (mountain bike, bici da corsa, nuoto, corsa…) per non trascurare nessun muscolo. Dedico al monociclo due sessioni di allenamento a settimana, sempre in solitaria. La prima, più tecnica, mirata a sviluppare la precisione nelle manovre, la secondo invece per migliorare la mia resa sulla distanza. Quindi prendo il mio monociclo – un 36” o un 26” a seconda del percorso – e pedalo in collina, in città o sulle montagne. Oppure mi lancio a fare downhill nei boschi vicini a San Marino.

Hai già in programma di partecipare a nuove gare o imprese?

Per il 2016 ho già fissato degli appuntamenti importanti: parteciperò a una tappa del Campionato Italiano di monociclo MUNI a Villandro (BZ), alla Salzkammergut Marathon (per mtb, ma io la pedalerò in monociclo) e ai Mondiali di monociclo a San Sebastian. Ma ho anche un sogno nel cassetto: la traversata dell’Italia coast
to coast .

 

05/11/2015

Silvia Malnati di SportOutdoor 24

2016-04-22T09:14:39+00:00

Monomela di Denis Meluzzi

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